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Approvare un capo in licenza richiede criteri condivisi

Immagine del redattore: Romina Tosi
Romina Tosi
22 ott
Tempo di lettura: 5 min

Un cappotto da copertina deve anche poter essere pulito. Per il Lipeck K220-508 di Ki6? Who are you, collezione Autunno Inverno 2021, questo significava poter staccare i grandi polsi neri in pelliccia Mongolia. Il dettaglio che dava tanta presenza al capo portava con sé una richiesta molto pratica, da risolvere dentro il progetto.


Il cappotto era destinato a una fascia medio alta. Doveva essere divertente, il capo da copertina della collezione, con una vestibilità comoda e attuale. C’erano il panno di lana jacquard maculato, giallo e nero su fondo grigio, e quei polsi ampi, dal pelo lungo e irregolare. Metterli insieme richiedeva attenzione alla figura intera, anche quando si lavorava su un particolare nascosto.

Negli articoli faccio sempre riferimento a collezioni passate, per rispettare i limiti temporali previsti dagli accordi di riservatezza (NDA).


Ki6? Who are you, Autunno Inverno 2021. Cappotto Lipeck K220-508, fronte e retro. Fotografie dall’archivio personale.
Ki6? Who are you, Autunno Inverno 2021. Cappotto Lipeck K220-508, fronte e retro. Fotografie dall’archivio personale.

Che cosa stiamo approvando


Guardando il cappotto, parto dal punto in cui il maculato incontra il nero della pelliccia. Il motivo percorre il corpo; i polsi lo interrompono e danno peso alle estremità delle maniche. La loro ampiezza partecipa al carattere del modello. Basta immaginarli più stretti per capire che la stessa stoffa potrebbe raccontare un cappotto diverso.


In un’approvazione in licenza, la questione riguarda anche il rapporto con il marchio. L’azienda che sviluppa il prodotto e il referente del brand devono poter discutere quella proporzione usando gli stessi riferimenti. Se uno guarda soltanto la realizzabilità e l’altro valuta l’immagine, possono esprimere due giudizi sensati senza aver ancora deciso sullo stesso problema.


Il criterio condiviso serve a rendere riconoscibile ciò che si vuole conservare. Per questo capo, la discussione può partire dal rapporto fra volume della manica e presenza del polso, confrontandolo con i riferimenti di collezione approvati. Una richiesta come «più Ki6?» resterebbe da interpretare: quale parte del cappotto dovrebbe cambiare? E quale relazione rischierebbe di perdersi?


La libertà di un dettaglio vistoso


Per rendere removibili i polsi abbiamo adottato piccoli bottoni trasparenti sul cappotto e piccole asole elastiche sulla pelliccia. Il trasparente limita la presenza visiva dell’attacco. La fodera interna del polso e le asoline erano nere. L’esigenza di separare i materiali per la pulizia aveva così una soluzione costruttiva precisa, senza aggiungere un elemento evidente al disegno.


La chiusura del davanti prevedeva invece automatici nascosti con finitura galvanica nichel. Il metallo si vede a cappotto aperto; sul davanti chiuso il motivo resta libero da una fila di bottoni. Nelle fotografie di dettaglio si entra proprio in questa parte del lavoro: ciò che tiene insieme il capo e che, quando lo si guarda indossato, può quasi scomparire.


C’è una cura molto concreta nel seguire un capo fino a questi punti. Il polso può essere esuberante perché qualcuno si è occupato anche di come tenerlo, toglierlo e rimetterlo. Fermarsi alla bella immagine lascerebbe quel lavoro incompiuto. Per una proposta di fascia medio alta, la qualità percepita passa anche dalla facilità di usare un particolare che all’inizio aveva attirato soltanto lo sguardo.


Da sinistra: automatici nascosti, interno del fondo manica con fodera grigio perla, interno del polso removibile. Fotografie dall’archivio personale. Nel dettaglio del polso, pelo, fodera interna e asoline sono stati riportati in nero con una correzione cromatica.
Da sinistra: automatici nascosti, interno del fondo manica con fodera grigio perla, interno del polso removibile. Fotografie dall’archivio personale. Nel dettaglio del polso, pelo, fodera interna e asoline sono stati riportati in nero con una correzione cromatica.

Il campione rimette insieme le scelte


La fodera del cappotto era in saia pesante grigio perla. Il suo peso e il modo in cui è montata entrano nella vestibilità insieme al panno esterno. Una manica ampia sulla carta può ancora chiedere lavoro quando il capo viene indossato con tutti i suoi materiali. «Comodo e attuale» acquista un significato concreto nel movimento del braccio e nel rapporto fra corpo e volume.


Il cappotto Lipeck K220-508 indossato e un momento sul set fotografico. Ki6? Who are you, Autunno Inverno 2021. Fotografie dall’archivio personale.
Il cappotto Lipeck K220-508 indossato e un momento sul set fotografico. Ki6? Who are you, Autunno Inverno 2021. Fotografie dall’archivio personale.

Le fotografie permettono di leggere le proporzioni. Per valutare l’attacco servono invece le mani: raggiungere il bottone, liberare l’asola, rimontare il polso. Il controllo utile riguarda il risultato di quel gesto sul cappotto completo. Se il fondo manica viene tirato o il pelo si dispone diversamente, la questione torna anche a chi segue il disegno.


La removibilità rispondeva alla manutenzione del capo. La pulizia segue comunque le istruzioni dell’etichetta del prodotto completo, comprese quelle per le parti removibili: è il riferimento che Woolmark invita a consultare per ogni singolo capo.


Quando una correzione torna al marchio


Consideriamo un esempio ipotetico: un nuovo attacco semplifica la confezione, ma una volta montato rende il polso più aderente alla manica. Il pezzo si stacca ancora e la costruzione è realizzabile. Il cambiamento, però, si vede nella figura. Chiamarlo «solo tecnico» chiuderebbe troppo presto la valutazione.


Il punto da discutere è quanto quella modifica incida sulla proporzione condivisa con il marchio. Se cambia il rapporto che aveva sostenuto l’approvazione creativa, la nuova versione va rimessa a confronto con il riferimento. Questo non significa riaprire ogni scelta da capo: significa mostrare esattamente quale effetto è cambiato e chiedere una decisione su quello.


Chi coordina tiene insieme le informazioni necessarie. La modellistica può spiegare il comportamento dell’attacco e lo sviluppo prodotto raccogliere dal fornitore fattibilità e costo della versione proposta. Il referente del brand deve poter vedere l’effetto sul capo. La responsabilità creativa consiste anche nel riconoscere quando una soluzione pratica sta modificando ciò che era stato approvato.


Anche il costo va riferito alla soluzione completa. Il prezzo del bottone lascia fuori il lavoro necessario a confezionare il polso removibile. Senza una quotazione della versione esaminata, il confronto economico resta incompleto. Si può apprezzare il risultato visivo e avere ancora una decisione aperta su quel prodotto.


Un feedback che permette di scegliere


Il confronto fra queste due formulazioni è illustrativo. «Rendere i polsi più pratici» lascia al team un problema da decifrare. «I polsi devono potersi staccare per la pulizia; verificare l’accesso ai bottoni e il rimontaggio, conservando il volume previsto» chiarisce il requisito e l’effetto da proteggere. Da lì, chi sviluppa il prodotto può proporre una soluzione e chi approva può valutarla.

Matrice illustrativa costruita sulle scelte reali del cappotto Ki6? Who are you FW21. Le funzioni contribuiscono alla verifica; la responsabilità dell’approvazione va definita nel progetto.



Sul cappotto, la verifica torna al polso rimontato: la manica resta senza tensioni e ritrova la proporzione prevista? È su quel risultato osservabile che chi approva può confermare la soluzione oppure chiedere una modifica.


Nel vostro lavoro, quando una modifica tecnica cambia abbastanza la proporzione da richiedere una nuova approvazione creativa? Chi rende visibile questo passaggio al marchio, prima che la nuova soluzione venga considerata definitiva?


Romina Tosi



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