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Fashion Creative Director & Brand Strategist


Perché la moda è in crisi e da dove può ripartire
Una collezione può funzionare in fotografia e faticare a vendere. Leggere la crisi della moda richiede di osservare la domanda insieme a prezzi, qualità del prodotto e struttura dell’offerta. Dalle decisioni prima del campionario ai rapporti con la filiera, un’analisi di dove intervenire e dei segnali da cercare in vendite, resi e magazzino.
Romina Tosi
3 giorni faTempo di lettura: 7 min


L’identità del brand continua dentro il capo
Il cartellino è spesso l’ultimo dettaglio aggiunto a un capo e il primo che buttiamo. Attraverso Maison Margiela, Loewe e Jacquemus, osservo come grafica, materiali e fissaggio portano l’identità del brand nell’oggetto fisico. E che cosa cambia quando l’etichetta rimane a contatto con chi lo indossa.
Romina Tosi
7 giorni faTempo di lettura: 7 min


Come si coordina una collezione mentre l’idea cambia
Un messaggio inviato nel 2022 ha dato origine a una nuova collaborazione con GURU. Attraverso lo sviluppo della Jumpsurfer unisex Primavera Estate 2025, racconto come ho coordinato modelleria, stamperia e tintoria, correggendo colore e vestibilità senza perdere l’intenzione creativa iniziale.
Romina Tosi
26 ottTempo di lettura: 7 min


Approvare un capo in licenza richiede criteri condivisi
Un cappotto da copertina deve anche poter essere pulito. I polsi removibili di un capo Ki6? Who are you FW21 mostrano come una scelta costruttiva possa incidere sulle proporzioni e sull’identità del marchio. Che cosa verificare sul campione, come formulare un feedback utile e quando una modifica tecnica richiede una nuova approvazione creativa.
Romina Tosi
22 ottTempo di lettura: 5 min


Che cosa resta di una firma quando entra nel guardaroba quotidiano
Un cardigan corto e un pantalone chino con piega della collezione UNIQLO and JW ANDERSON autunno/inverno 2026 permettono di leggere la firma del designer attraverso proporzioni e abbinamenti. Come entra quel linguaggio nel guardaroba quotidiano, e che cosa richiede ancora una verifica dal vivo?
Romina Tosi
15 ottTempo di lettura: 4 min


La vestibilità è una scelta di posizionamento
Un cappotto spigato con inserti in pelle mi convinceva nello schizzo, ma il primo campione aveva una vestibilità troppo regular e mancava di eleganza. Nel caso Ki6? Who are you? racconto perché ho cambiato materiale, costruzione e proporzioni per ottenere il comfort e la presenza che cercavo.
Romina Tosi
12 ottTempo di lettura: 6 min


Quanto può cambiare una felpa prima di essere percepita come un altro capo?
Quanto può cambiare una felpa conservando il piacere di indossarla? Nel progetto Padded Peacock, sviluppato per TreXsette21 nel 2021, ho lavorato su superfici in cotone, imbottitura, trapuntatura e tintura in capo. Campioni, disegni e capi finiti raccontano come questa ricerca abbia preso la forma di una giacca, di un abito con cappuccio e di un cappotto cocoon.
Romina Tosi
8 ottTempo di lettura: 5 min


Dopo Milano: che cosa merita di entrare davvero in collezione
Un segnale visto su più passerelle non appartiene automaticamente a ogni collezione. Attraverso Prada, Fendi, Missoni ed Etro osservo tre segnali della Milano PE27 e mi chiedo che cosa cambi nel capo quando si toglie lo styling. Svilupperei il reggiseno come capo, terrei sotto osservazione il motivo sfumato e lascerei in passerella la sovrapposizione usata come ricetta.
Romina Tosi
28 setTempo di lettura: 4 min


Una tendenza entra in un brand solo dopo essere stata tradotta
Una tendenza è un segnale condiviso. Diventa direzione creativa soltanto dopo essere passata attraverso storia, cliente, materiali, fascia prezzo e distribuzione. Dai cappotti cocoon ai bomber in pelle, la stessa forma può generare prodotti completamente diversi.
Romina Tosi
17 agoTempo di lettura: 4 min


Il posizionamento si vede nello stender
Il posizionamento di un brand diventa visibile nell’assortimento: codici ricorrenti, materiali, proporzioni, prezzi ed equilibrio tra capi immagine e prodotti commerciali. Un caso reale nello streetwear di fascia alta mostra come una crewneck prevedibile sia diventata memorabile attraverso costruzione, trattamento e un aumento consapevole del costo.
Romina Tosi
13 agoTempo di lettura: 5 min


Il prezzo non si giustifica con una campagna
Una gonna da 105 euro wholesale e 249 euro al pubblico solleva una domanda decisiva: le rifiniture sostengono il posizionamento? Un caso reale di sviluppo prodotto mostra perché la pubblicità può creare desiderio, ma soltanto il prodotto può rendere credibile il prezzo.
Romina Tosi
23 lugTempo di lettura: 4 min


Private label: il prodotto invisibile che spesso capisce il mercato prima dei brand
La private label viene spesso considerata moda di serie B. Eppure richiede decisioni precise su tessuto, costruzione, prezzo e margine. Partendo da un abito entrato in collezione e poi riordinato, racconto cosa accade quando la riduzione dei costi comincia a indebolire il prodotto.
Romina Tosi
20 lugTempo di lettura: 3 min


Licensing: la prova più delicata per l’identità di un brand
Una licenza può portare un brand in nuove categorie e mercati, ma la visibilità non crea sempre valore. La vera prova è capire se il prodotto resterebbe riconoscibile anche senza il logo.
Romina Tosi
16 lugTempo di lettura: 4 min


Il prodotto è il punto in cui la strategia smette di essere teoria
Una giacca collassa sotto il peso della propria zip, mostrando la distanza tra strategia di brand e realtà del prodotto. Una riflessione su come materiali, costi, fornitori e vincoli industriali determinino la possibilità di trasformare un’idea in un capo credibile.
Romina Tosi
13 lugTempo di lettura: 8 min


Il Made in Italy non può vivere solo di nostalgia
Il Made in Italy conserva un valore enorme, ma l’etichetta non basta più. La sua forza si vede nel fitting, nella costruzione, nei materiali, nella competenza dei fornitori, nel controllo qualità e nell’industrializzazione. Il valore va dimostrato attraverso il prodotto, non affidato alla nostalgia.
Romina Tosi
9 lugTempo di lettura: 5 min


Perché una collezione bella può vendere male
Una collezione bella può vendere male quando i capi non lavorano insieme. Capi immagine, prodotti commerciali, continuativi, prezzi, margini e categorie chiave devono avere un ruolo chiaro. Altrimenti la collezione sembra ricca, ma diventa difficile da comprare, vendere e capire.
Romina Tosi
6 lugTempo di lettura: 7 min
Trent’anni di osservazione della moda oltre le tendenze.
Uno spazio in cui condivido la mia prospettiva sulla creatività, l’identità del prodotto, l’evoluzione dei brand e il futuro dell’industria della moda.
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